Questo articolo si rivolge alle persone che sono chiamate ad occuparsi della cerimonia di cremazione del proprio caro.

Nelle righe seguenti non troverete cenni storici su questa pratica ormai diffusa e conosciuta, né una descrizione del suo caratteristico processo, bensì consigli pratici per farsi trovare un po’ più preparati (in termini di passaggi burocratici e costi) in vista dell’approssimarsi all’evento luttuoso.

Per il carattere irreversibile del processo che trasforma il corpo in cenere, la burocrazia che regola la cremazione consta di passaggi se possibile ancor più rigorosi di quelli che riguardano le altre modalità di seppellimento.

In caso di cremazione, i carteggi medici del defunto si “arricchiscono” di un documento che “esclude la morte con sospetto di reato”; pertanto, affinché questo specifico atto venga prodotto, è bene che la famiglia chiarisca da subito al medico deputato che si è deciso per questa particolare tipologia di funerale. Sarà d’aiuto all’Impresa funebre nell’ottimizzare i tempi del disbrigo pratiche.

Documenti medici a parte, la fa da protagonista l’istanza di cremazione, una dichiarazione che i congiunti del defunto sono chiamati a sottoscrivere al fine di ottenere l’autorizzazione alla cremazione.

l’onere della firma spetta agli “aventi titolo”, individuati nelle seguenti figure:

- marito o moglie della persona defunta,

- in assenza del coniuge, i figli

- se la persona mancata non aveva figli, i genitori

- e poi i fratelli

L’ordine di questa “staffetta” è tassativo e nessun “avente titolo” può astenersi senza compromettere la procedura di rilascio del permesso.

Nell’evenienza che siano chiamate alla firma persone che vivono ad esempio fuori dall’Italia, si procederà ad un’azione di coordinamento tra lo stato civile del Comune in cui la persona è mancata e quello estero del parente in questione.

In caso di separazione tra la persona mancata e il suo coniuge, è necessario che la sentenza di divorzio sia passata in giudicato, in caso contrario sarà chiamata a decidere e firmare la figura che da un punto di vista legale risulta ancora essere il consorte.

Si è parlato di una burocrazia particolarmente rigida: a riprova di ciò basti pensare che, per legge, la firma dell’istanza va apposta direttamente presso lo stato civile, alla presenza di un funzionario addetto.

Solo in qualche Comune può accadere che alle Imprese venga concesso di fare da tramite.

L’eventuale esistenza di uno scritto olografo firmato dal defunto prima del decesso come lascito della propria volontà, non semplificherà il quadro appena illustrato.

Per fare valere tale auto-dichiarazione, infatti, si è costretti a riservare ad essa il medesimo trattamento di un testamento, quindi a coinvolgere un notaio e a rispettare dei tempi che non consentirebbero la celebrazione del funerale prima di svariati giorni.

L’unica situazione che non prevede la firma dell’istanza di cremazione (procedura che, in presenza ad esempio di tanti figli residenti in luoghi diversi, può rivelarsi quantomai articolata) è quella in cui la persona defunta risulta iscritta alla Socrem.

In questo caso è fondamentale che, al momento dell’iscrizione, sia stata anche decisa una destinazione per le proprie ceneri. Quindi che si sia scelto tra: tumulazione, affido familiare o dispersione in natura. In breve, ecco di cosa si tratta:

- Tumulazione: inserimento delle ceneri del proprio caro in una celletta oppure in un loculo già occupato da un parente stretto.

- Affido familiare: la possibilità di custodire le ceneri nella propria abitazione (possibilità di cui chiunque può beneficiare, purchè, come detto, opportunamente delegato dagli “aventi titolo”).

- Dispersione in natura: lo spargimento delle ceneri per cielo, terra e mare. A Torino è possibile solo sulla collinetta del Roseto, spazio apposito all’interno del Cimitero Monumentale (ma la legislazione in materia cambia radicalmente anche tra comuni limitrofi).

Sulla scorta dei dubbi che a questo proposito ci sottopongono di frequente le nostre famiglie, riteniamo opportuno ricordare che un’opzione non vale l’altra.

In altri termini, nel caso si sia scelto l’affido non sarà possibile, a distanza di tempo, procedere alla dispersione.

Potrebbe sembrare una limitazione illogica, ma in realtà questa apparente forzatura trova la sua spiegazione nel ruolo di meri “ambasciatori” di cui sono investiti i famigliari del defunto: si tratta di portare a compimento un’ (altrui) ultima volontà, che gioco forza è una e una sola, e non può cambiare nel corso del tempo, a decesso avvenuto.

Un ulteriore notazione che può risultare utile: in caso di affido familiare, il ritiro delle ceneri è delegabile (occorre poi che la persona cui è affidata la custodia dell’urna comunichi alla Socrem di averla ricevuta). In caso di dispersione invece non è contemplata nessuna procura, ed essa dovrà avvenire alla presenza dell’ “avente titolo”.

Vediamo per finire gli oneri comunali e di cremazione per un decesso nella città di Torino:

COSTI CREMAZIONE

- Costo cremazione a Torino: 621,02€ (Socrem).

- Costo cremazione a Mappano: 534,15€ (Socrem).

- Costo cremazione a Piscina: 725€ (Hysteron).

In tutti e tre i casi è compresa un’urna in acciaio inox.

COSTO PRATICA

- Costo pratica Comune di Torino: 117,52€.

- Contributo cremazione al Comune di Torino: 181,17€.

- Valori bollati: 2 marche da bollo da 16€.

COSTI DESTINAZIONE CENERI

- Costo affido famigliare delle ceneri: 312,11€.

- Costo dispersione delle ceneri in natura: 295€.

- Costo di una celletta cineraria per l’inserimento delle ceneri: 1381€ (concessione quarantennale).

- Costo inserimento delle ceneri in un loculo già occupato da un parente stretto: 561€ (questa opzione comporta l’acquisto di un’urna di dimensioni ridotte, cosiddetta “a libro”, al costo di 60€).

ALTRI COSTI

- Eventuale tassa di uscita salma, nel caso il decesso sia avvenuto a Torino ma ci si sposti (in chiesa, crematorio, cimitero) fuori città: 135,52€.


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